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4. Additional Functions

Convertitori digitali

Alcuni controller per il monitoring sono dotati di ingressi analogici così come di ingressi digitali. Nei controller di fascia leggermente più alta, la qualità dei convertitori è nettamente superiore rispetto a quella di una scheda audio di fascia media. Alcuni produttori propongono anche soluzioni che combinano interfaccia audio USB e controller monitor.

Metering

Alcuni controller, ma non certamente tutti, sono dotati di indicatori di livello ad alta risoluzione: si tratta di una caratteristica molto utile, che consente di avere una visione più chiara rispetto agli indicatori di livello software. Se il controller è collegato tramite ingresso digitale, l’indicatore può funzionare con precisione assoluta e segnalare anche il minimo superamento del livello massimo.

Controllo remoto

La maggior parte dei controller per il monitoring non necessita di un telecomando o controllo remoto perché integrati in un pratico alloggiamento da posizionare in prossimità della postazione di ascolto centrale. Altri controller sono realizzati in formato rack da 19" così da mantenere la postazione di lavoro sgombra da cavi. Nel caso di quest'ultimo formato è tuttavia necessario un telecomando al fine di utilizzarlo al meglio dalla migliore posizione di ascolto: è perciò consigliabile prevederne l’acquisto fin da subito.

Come creare un mix di monitoring per il musicista

Alcuni controller monitor sono dotati di funzioni che consentono di creare un apposito mix per la registrazione del musicista. Quest’ultimo deve infatti poter ascoltare sia il proprio segnale, sia le tracce già registrate a cui fare riferimento. Alcuni controller gestiscono questa operazione tramite un piccolo mixer integrato, altri tramite un controllo di crossfade. Nel caso di controller che non dispongono di tali funzioni, è possibile ricorrere a un piccolo mixer esterno o al mixer software della scheda audio.

In realtà avrei solo bisogno di controllare il volume tra i convertitori e i diffusori attivi. Posso trovare qualcosa del genere in un negozio di fai da te?

Per regolare il volume di un segnale stereo asimmetrico o sbilanciato è necessario un potenziometro a due livelli; un segnale stereo bilanciato ne richiede addirittura uno a quattro livelli, praticamente introvabile nei normali negozi di elettronica. La sincronizzazione tra i livelli deve inoltre essere estremamente precisa o il bilanciamento stereo risulterà alterato. Un normale potenziometro acquistato in un negozio di elettronica non è quindi adatto, quelli a bassa tolleranza per applicazioni audio sono invece costosi e difficili da reperire. Per tale ragione, risulta nel complesso più vantaggioso utilizzare un semplice controller puramente passivo.

È possibile controllare anche diffusori passivi con un controller monitor?

I controller monitor non dispongono di amplificatori di potenza, le uscite dedicate ai diffusori trasmettono quindi solo un segnale di linea. Per controllare i monitor passivi è necessario collegare l'apposita uscita Speaker del controller monitor all'amplificatore di potenza e quest'ultimo ai diffusori passivi. Ciò non permette ovviamente di alternare l'ascolto tra diversi diffusori passivi, tale operazione dovrebbe infatti essere effettuata prima dell'amplificatore di potenza. Si può tuttavia passare senza problemi da una coppia di diffusori passivi (ad es. un vecchio impianto hi-fi) a una coppia di diffusori attivi.

È possibile utilizzare anche un piccolo mixer come controller monitor?

Un piccolo mixer è certamente sufficiente per configurazioni di piccole dimensioni, la qualità dei preamplificatori e il routing presenti al suo interno allungano però inutilmente il percorso del segnale e possono alterare il risultato. Assicurati di impostare gain ed equalizzazione su un valore quanto più possibile “neutro”. Qualora il budget te lo permetta, è preferibile optare per un controller passivo per i monitor.

Utilizzando un modello dotato di elettronica attiva devo aspettarmi distorsioni significative del segnale?

Non necessariamente. L'elettronica attiva è presente praticamente in tutti i componenti, comprese le schede di conversione e i monitor attivi, il controller per monitor è quindi solo un anello della catena e il suo contributo al suono è generalmente trascurabile. Solo in condizioni di ascolto molto critiche e in presenza di un ambiente acustico di prim'ordine è possibile percepire la differenza tra un controller per monitor attivo e uno passivo.

Perché non posso utilizzare la DAW come controller?

La DAW è effettivamente in grado di controllare molti parametri. Si tratta però di un semplice software, che non può sostituire un vero e proprio controllo del volume. Cosa accadrebbe se il software si “bloccasse” o il computer andasse in crash? I tuoi costosi monitor sarebbero al riparo da un “crollo digitale”? Molti controller per il monitoring dispongono inoltre di ingressi aggiuntivi che permettono di alternare le sorgenti, alcuni dispositivi svolgono anche le funzioni di controller DAW e interfaccia audio. Esistono inoltre alcuni controller High-End-Hybrid dotati di funzioni di monitoraggio analogico.

È meglio scegliere un controller attivo o passivo?

I controller passivi, dotati solo di un controllo per il volume e di interruttori, hanno una struttura semplice e non alterano il suono. Funzioni aggiuntive come il selettore mono e l’amplificatore per le cuffie richiedono tuttavia circuiti attivi. Anche in questo caso la regola è sempre la stessa: più alta è la qualità dei preamplificatori, maggiore è il prezzo. Se disponi di un budget limitato, per ottenere una migliore qualità audio complessiva è talvolta preferibile optare per un controller passivo piuttosto che uno attivo dotato di circuiti di qualità inferiore. In alternativa, alcuni modelli utilizzano un percorso passivo per il segnale principale, ma ricorrono a circuiti attivi per l'amplificatore delle cuffie. Se però hai bisogno di qualcosa di più delle funzioni di base, dovrai optare per un modello attivo. Tieni comunque presente che ogni interruttore e ogni potenziometro può causare una leggera alterazione del suono.

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