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9. Gestione delle risorse di sistema

L'esempio degli strumenti virtuali mette in evidenza le differenze tra gli studi basati su hardware o su software. Il primo permette di programmare un suono, modificarlo, aggiungere effetti e – nel caso di un modello multitimbrico – riprodurre fino a 16 suoni contemporaneamente, purché la sua polifonia sia sufficiente. Un sintetizzatore virtuale grava sul carico del sistema man mano che la generazione del suono diventa più complessa e con l’aggiunta dei vari effetti. In un progetto di grandi dimensioni con molti strumenti virtuali, si rischia di superare la “linea rossa” del carico del processore più rapidamente di quanto si vorrebbe, con possibili interruzioni. Mentre gli strumenti hardware funzionano per lo più in modo affidabile entro i limiti delle loro possibilità, gli strumenti virtuali dovranno condividere le risorse di sistema disponibili con tutti i processi in esecuzione sul computer. È d’altra parte vero che un sintetizzatore hardware non permette di ottenere un numero illimitato di suoni contemporaneamente, mentre con i sintetizzatori virtuali è possibile semplicemente aprire ulteriori istanze del plug-in, fino ai limiti di potenza di calcolo del computer.

Lavorare con questi ultimi implica dunque un’attenta gestione delle risorse di sistema. Un modo per economizzare potenza di calcolo è il “bounce” delle tracce degli strumenti virtuali in audio: le tracce MIDI che controllano i sintetizzatori virtuali vengono registrate come tracce audio, in modo da poter disattivare il plug-in e utilizzare la potenza di calcolo per altre attività. L'interazione tra tracce MIDI e audio in una DAW può risultare un po' confusa, soprattutto perché gli strumenti virtuali controllati via MIDI si comportano nel mixer esattamente come le tracce audio. Il MIDI ha il vantaggio di poter modificare le note eseguite in un secondo momento, cosa impossibile registrando l'uscita di un sintetizzatore virtuale come audio.

È meglio quindi registrare i sintetizzatori virtuali come tracce audio per risparmiare risorse o lasciarli come tracce MIDI per continuare a modificarli? I produttori dei programmi DAW hanno risposto a questo dilemma sviluppando la funzione "Freeze”, che dovrebbe offrire il meglio di entrambi i mondi. Con un semplice click, la DAW crea una registrazione audio temporanea del sintetizzatore virtuale e ne disattiva il plug-in, liberando potenza di calcolo. Il sintetizzatore virtuale viene tuttavia solo disattivato e non rimosso, così come vengono mantenute tutte le impostazioni e la traccia MIDI: se desideri apportare modifiche alla traccia del sintetizzatore virtuale, potrai “sbloccarlo” per renderlo nuovamente disponibile insieme alla traccia MIDI. Dopo la modifica, potrai “congelare” ancora la traccia e impegnare meno potenza di calcolo, alcuni programmi possono persino tramettere le modifiche alla traccia MIDI nella registrazione audio temporanea. Grazie alla funzione “Freeze” puoi di fatto utilizzare più strumenti virtuali di quanti il computer sarebbe effettivamente in grado di gestire.

La teoria vorrebbe che, grazie ai processori sempre più veloci, si dovrebbe poter utilizzare un numero sempre maggiore di strumenti virtuali; la realtà dei fatti testimonia come, invece, a ogni computer più veloce corrispondono nuovi strumenti che richiedono il doppio della potenza. Una storia infinita!

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