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3. Software Synthesisers

Come suggerisce il nome stesso, tali sintetizzatori generano i suoni artificialmente, ovvero li “sintetizzano”, ed è grazie a molti di essi che nascono migliaia di suoni inediti in modo completamente autonomo e istantaneo. Il principio di funzionamento non è però sempre semplicissimo: per questo esistono i preset, ovvero le impostazioni predefinite di cui ogni sintetizzatore è provvisto.

Arturia Yamaha DX7 V

Il produttore berlinese Native Instruments è considerato uno dei principali protagonisti nel campo dei soft-synth e ha contribuito in modo determinante al loro sviluppo. Oltre alle repliche sottrattive inizialmente piuttosto semplici, sono ora disponibili anche forme di sintesi più sofisticate come Wavetable, FM e sintesi additiva. Insieme all’affermazione di concetti innovativi, molti produttori mirarono a ricreare i classici hardware più amati.

In casi del genere, alcune parti dei circuiti hardware vengono analizzate nei minimi dettagli e riprodotte con algoritmi complessi. Questo approccio permette di integrare nella DAW copie virtuali autentiche di sintetizzatori d’epoca, costosi e generalmente difficili da reperire. Produttori come Arturia, u-he e Native Instruments hanno tutti nella loro gamma di software le riproduzioni dei classici più popolari come Moog Minimoog, Sequential Circuits Prophet-5 e Yamaha DX7.

Arturia Moog Modular V

Indipendentemente dal sintetizzatore che sceglierai, lo troverai provvisto di una libreria di preset già pronti: per entrare in azione non sarai dunque obbligato a creare i tuoi suoni, ma potrai sfruttare quelli proposti dai produttori. Potrai così avvalerti di sonorità professionali di base per caratterizzare via via il tuo stile.

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