4. Software Samplers
A differenza dei sintetizzatori, i sampler riproducono registrazioni o campioni audio piuttosto che generare suoni. Qualsiasi sorgente sonora, senza eccezioni, può essere registrata e trasformata in un campione, ossia in una semplice registrazione audio digitalizzata. Questa può essere riprodotta almeno inizialmente con un sampler o un sample player.
Un sampler riproduce sì i campioni, ma può anche registrarli e prepararli per la riproduzione. Al contrario, un sample player può “semplicemente” riprodurre campioni realizzati dal produttore e concessi in licenza. In passato esistevano innumerevoli dispositivi hardware specifici, ma nessuno di essi poteva essere così articolato come un computer odierno. I moderni strumenti virtuali basati su campioni possono talvolta riprodurre in modo molto realistico i veri strumenti. Vale la pena puntualizzare che la parte ritmica, ossia la batteria, è quella più ricca.
Sampler
La produzione quotidiana potrebbe richiedere un sampler virtuale solo nel caso in cui tu decida di creare davvero il tuo suono autonomamente o nel caso in cui tu disponga già di una collezione di campioni. I sampler hardware in particolare sono stati utilizzati in tutti i generi musicali per oltre 20 anni, influenzando addirittura in modo determinante interi generi come l'hip hop. Speciali varianti dei sampler hardware, come gli AKAI MPC, trovano ancora oggi impiego in molti stili musicali, soprattutto – ma non esclusivamente – per quel che riguarda i suoni della batteria. Grazie ai loro pad batteria pensati per suonare i sampler come uno strumento a percussione e al sequencer interno, questi si rivolgono in particolare alle esigenze della musica urban moderna come l’hip hop, la techno e l’EDM.
Salvo poche eccezioni, i dispositivi hardware sono stati quasi completamente sostituiti da soluzioni software, la maggior parte delle DAW attuali è infatti già dotata di campionatori integrati estremamente completi. In tal modo è possibile modificare le proprie registrazioni, ritoccarne l'intonazione e il tempo a proprio piacimento, o anche suddividerle in piccoli frammenti da poter riprodurre in ordine variabile, ad esempio per creare il remix di un brano. È addirittura possibile sovrapporre i campioni e creare così suoni completamente unici.
Così come i software per la registrazione musicale, anche Native Instruments Maschine è dotato di sampler. Non si tratta però di un dispositivo stand-alone alternativo all'MPC, bensì di una combinazione di software e hardware che unisce la sensazione tattile di un controller a 16 pad ai vantaggi di un sistema informatico.
Sample player
Oltre ai sampler, utilizzati prevalentemente per la creazione di campioni personali, sono oggi comuni anche i più semplici sample player. Questi sono già dotati di suoni preconfigurati e selezionati dal produttore, non permettono però di registrare o modificare i propri campioni – cosa raramente necessaria, dato il massimo impegno dei produttori nel rendere le registrazioni il più possibile pronte all'uso.
I sample player vengono utilizzati quando si necessita di suoni di strumenti pronti per la produzione e immediatamente utilizzabili. Durante la composizione di un brano, disponendo di una semplice tastiera, potrai ad esempio riprodurre un intero ensemble di archi o anche solo una batteria, oppure programmare le note MIDI nel software DAW. Dal momento che si tratta di registrazioni di strumenti reali, potrai spesso creare brani dal risultato estremamente autentico. Sebbene i campioni non possano sostituire uno strumento e il musicista, le moderne librerie di campioni di alta qualità sono ormai dotate di così tante articolazioni musicali che permettono di ottenere risultati più che reali all’orecchio. Vale la pena ricordare che il produttore registra i propri campioni solitamente nei migliori studi e con i migliori tecnici del mondo. La qualità dei suoni previsti in queste librerie di campioni sono perciò improntati all’alta qualità professionale.
Oltre agli strumenti reali, ci sono suoni sintetici moderni da poter utilizzare immediatamente in brani EDM o pop innovativi.
Molti produttori hanno lanciato sul mercato dei sample player, ma sono solo tre di essi ad aver sostanzialmente dominato la scena: Native Instruments Kontakt, Best Service Engine ed East West Play sono i più diffusi nel mondo dei sample player. Tutti hanno una cosa in comune: il suono di base non può essere significativamente modificato. Li si utilizza piuttosto, in particolare le loro librerie, quando si desidera inserire nei propri brani suoni pronti per la produzione, senza dovervi apportare molte modifiche. L'interfaccia è quindi spesso semplice: un solo browser di preset in cui i suoni possono essere ordinati per categoria e caricati. A seconda del suono, il player dispone solo di pochi ma solitamente adeguati parametri, che aggiungono ad esempio effetti appropriati ai suoni.
Tra i sample player più noti figurano:
- Native Instruments KONTAKT
- East West PLAY
- Best Service Engine
Si è sempre cercato di simulare un’orchestra classica: alle ottave inferiori si collocano quindi i bassi, i corni e i violoncelli, mentre alle ottave superiori corrispondono le viole, i violini e così via. Gli strumenti campionati sono separati l'uno dall'altro da cosiddette zone Split. Tramite i key switch (tasti tra le ottave più basse) è possibile cambiare anche le articolazioni (modi esecutivi), per passare ad esempio dallo staccato al vibrato.
Le zone Split e i key switch sono rappresentati con colori diversi, in modo da orientarsi più rapidamente sulla tastiera.
Rispetto ai sintetizzatori virtuali, i campioni richiedono tuttavia molto spazio di archiviazione e RAM: le odierne librerie di sample, in cui per ogni strumento vengono caricati diversi stili esecutivi e campioni aggiuntivi, spesso occupano molti gigabyte. Per utilizzare quelli di grandi dimensioni, ti consigliamo di disporre di un PC hardware all'avanguardia.
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