7. Conclusion
I controller monitor sono adatti a diversi tipi di utilizzo: alcuni hanno una struttura molto semplice, altri offrono funzionalità piuttosto complesse. Il fatto che dispongano di più funzioni non necessariamente comporta una migliore resa: alcuni controller, pur avendo poche funzionalità, svolgono ottimamente il loro compito, valuta dunque quali caratteristiche siano necessarie al tuo studio. Per inciso, i controller monitoring hanno molti nomi e vengono spesso definiti anche controller da studio, Control Room Matrix, Monitormatrix o simili. Ciò è dovuto semplicemente al fatto che si tratta di una categoria di prodotti piuttosto recente per la quale non si è ancora affermata una denominazione univoca.
I controller monitoring sono prodotti, tra gli altri, da Palmer, Audient, Mackie, Presonus, SPL, Swissonic ecc.
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- In realtà avrei solo bisogno di controllare il volume tra i convertitori e i diffusori attivi. Posso trovare qualcosa del genere in un negozio di fai da te?
- È possibile controllare anche diffusori passivi con un controller monitor?
- È possibile utilizzare anche un piccolo mixer come controller monitor?
- Utilizzando un modello dotato di elettronica attiva devo aspettarmi distorsioni significative del segnale?
- Perché non posso utilizzare la DAW come controller?
- È meglio scegliere un controller attivo o passivo?
Per regolare il volume di un segnale stereo asimmetrico o sbilanciato è necessario un potenziometro a due livelli; un segnale stereo bilanciato ne richiede addirittura uno a quattro livelli, praticamente introvabile nei normali negozi di elettronica. La sincronizzazione tra i livelli deve inoltre essere estremamente precisa o il bilanciamento stereo risulterà alterato. Un normale potenziometro acquistato in un negozio di elettronica non è quindi adatto, quelli a bassa tolleranza per applicazioni audio sono invece costosi e difficili da reperire. Per tale ragione, risulta nel complesso più vantaggioso utilizzare un semplice controller puramente passivo.
I controller monitor non dispongono di amplificatori di potenza, le uscite dedicate ai diffusori trasmettono quindi solo un segnale di linea. Per controllare i monitor passivi è necessario collegare l'apposita uscita Speaker-out del controller monitor all'amplificatore di potenza e quest'ultimo ai diffusori passivi. Ciò non permette ovviamente di alternare l'ascolto tra diversi diffusori passivi, tale operazione dovrebbe infatti essere effettuata prima dell'amplificatore di potenza. Si può tuttavia passare senza problemi da una coppia di diffusori passivi (ad es. un vecchio impianto hi-fi) a una coppia di diffusori attivi.
Un piccolo mixer è certamente sufficiente per configurazioni di piccole dimensioni, la qualità dei preamplificatori e il routing presenti al suo interno allungano però inutilmente il percorso del segnale e possono alterare il risultato. Assicurati di impostare gain ed equalizzazione su un valore quanto più possibile “neutro”. Qualora il budget te lo permetta, è preferibile optare per un controller passivo per i monitor.
Non necessariamente. L'elettronica attiva è presente praticamente in tutti i componenti, comprese le schede di conversione e i monitor attivi, il controller per monitor è quindi solo un anello della catena e il suo contributo al suono è generalmente trascurabile. Solo in condizioni di ascolto molto critiche e in presenza di un ambiente acustico di prim'ordine è possibile percepire la differenza tra un controller per monitor attivo e uno passivo.
La DAW è effettivamente in grado di controllare molti parametri. Si tratta però di un semplice software, che non può sostituire un vero e proprio controllo del volume. Cosa accadrebbe se il software si “bloccasse” o il computer andasse in crash? I tuoi costosi monitor sarebbero al riparo da un “crollo digitale”? Molti controller per il monitoring dispongono inoltre di ingressi aggiuntivi che permettono di alternare le sorgenti, alcuni dispositivi svolgono anche le funzioni di controller DAW e interfaccia audio. Esistono inoltre alcuni controller High-End-Hybrid- dotati di funzioni di monitoraggio analogico.
I controller passivi, dotati solo di un controllo per il volume e di interruttori, hanno una struttura semplice e non alterano il suono. Funzioni aggiuntive come il selettore mono e l’amplificatore per le cuffie richiedono tuttavia circuiti attivi. Anche in questo caso la regola è sempre la stessa: più alta è la qualità dei preamplificatori, maggiore è il prezzo. Se disponi di un budget limitato, per ottenere una migliore qualità audio complessiva è talvolta preferibile optare per un controller passivo piuttosto che uno attivo dotato di circuiti di qualità inferiore. In alternativa, alcuni modelli utilizzano un percorso passivo per il segnale principale ma ricorrono a circuiti attivi per l'amplificatore delle cuffie. Se però hai bisogno di qualcosa di più delle funzioni di base, dovrai optare per un modello attivo. Tieni comunque presente che ogni interruttore e ogni potenziometro può causare una leggera alterazione del suono.
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