Va da sé che un microfono per voce adatto al palcoscenico deve innanzitutto garantire un suono eccellente e riprodurre la voce così come è necessario che il pubblico la percepisca: potente, piena, presente, ben comprensibile e, come se non bastasse, deve anche essere in misura di sopportare un certo grado di sollecitazioni. I microfoni, infatti, sono soggetti a continue cadute, vengono scaraventati insieme all'asta, alcuni cantanti li lanciano persino in aria e non sempre li riprendono al volo. Pensiamo a Roger Daltrey dei The Who, che rischiò di cavarsi un occhio con il suo SM58 o a Frank Sinatra che immerse il suo microfono in un bicchiere di whisky per spruzzare a mo’ di scherzo il suo collega di palco Dean Martin. Nella sua intensa vita, un microfono per voce entra in contatto con sangue, sudore e lacrime, passa continuamente dall'auto gelida al club caldo e umido, subisce urla e colpi come se fosse un cane randagio.