Come per la chitarra elettrica, il materiale utilizzato per le corde influisce notevolmente sul suono dello strumento: le sue proprietà magnetiche in particolare svolgono un ruolo determinante nelle prestazioni delle corde.
Parallelamente al successo dei pick-up magnetici negli anni '50, i produttori di strumenti e corde lavorarono allo sviluppo di un “materiale di rivestimento” adeguato per chitarre elettriche e bassi. Negli anni d'oro (gli anni '50 e '60), l'anima in acciaio veniva avvolta principalmente con un filo di lega ad alto contenuto di nichel, con uno svantaggio: poiché il nichel non “stimolava” eccessivamente i pick-up, le corde emettevano un suono relativamente basso. Il vantaggio era che, grazie alle loro proprietà magnetiche relativamente deboli, era possibile avvicinare molto i pick-up alle corde. Ciò, a sua volta, comportava una sensazione al tocco soggettivamente più diretta. Successivamente si iniziò a utilizzare sempre più spesso filo di acciaio nichelato (nickel-steel) così da far agire le corde in modo molto più intenso sul campo magnetico dei pick-up e fornire un suono caldo, ma più brillante e soprattutto volume maggiore.
Negli anni '70 l'industria aprì un nuovo capitolo nella produzione delle corde: l'acciaio inossidabile, in grado di offrire una performance brillante e molto chiara, con una spiccata presenza di medie frequenze. Le corde in acciaio inossidabile sono consigliate per le chitarre elettriche e ugualmente apprezzate anche sui modelli pedal steel. Uno dei loro vantaggi sta nel fatto che quelle più gravi sono molto meno soggette alla ruggine rispetto alle corde in nichel o acciaio nichelato. La sensazione al tocco è una questione di gusto e abitudine: essendo l'acciaio inossidabile più duro rispetto, ad esempio, alle leghe in nichel, i bending e i vibrati sono leggermente più difficili da eseguire. La differenza è particolarmente evidente nelle chitarre con una lunghezza della scala maggiore.
Anche le mute di corde per basso sono disponibili secondo calibri medi. Attenzione: le denominazioni variano a seconda del produttore:
| 4 corde | 5 corde | ||||
| Sol | Re | La | Mi | Si | |
| Extra-Light | .040 | .055 | .075 | .095 | .128 |
| Light | .040 | .060 | .080 | .100 | .128 |
| Medium Light | .045 | .065 | .085 | .105 | .130 |
| Medium | .048 | .067 | .085 | .106 | .130 |
| Heavy | .050 | .070 | .090 | .110 | .135 |
È facile immaginare come anche per le corde del basso valga la stessa regola d'oro: più sottili sono, minore è la tensione e maggiore è la facilità esecutiva. Questo comporta però un aumento della probabilità di ronzio dello strumento: le corde più spesse sono molto meno sensibili a questo problema e garantiscono inoltre una maggiore potenza dei bassi.
Alcuni produttori realizzano le corde più gravi (il Si basso e a volte il Mi) in una variante chiamata Taper Wound, dove l'avvolgimento esterno si assottiglia o termina poco prima dell'estremità a sfera.
Il vantaggio è che la corda poggia meno sulla selletta, migliorandone le sue proprietà di vibrazione. Il suono risulta più pulito e con più sustain.
Inoltre, alcuni tipi di ponte che prevedono il passaggio delle corde attraverso il corpo, richiedono l'uso di questo tipo di corde: l'angolo con cui attraversano il corpo fino al ponte è spesso molto stretto così da mantenere la pressione il più alta possibile sul ponte stesso. L’angolo di piegatura di una corda più spessa all'estremità verrebbe danneggiata o non poggerebbe correttamente in quel punto.
Questo tipo di progettazione si trova occasionalmente anche tra i produttori di corde per chitarre acustiche (tra cui GHS e Rotosound), che desiderano migliorarne le proprietà di vibrazione. Questo permette di ottenere un suono chiaro e brillante, leggermente meno ricco/corposo rispetto alla produzione standard.
Altri nomi per le corde Taper Wound sono Contact Core, Tapered Core e Piano String Design.