Alla base di un buon amplificatore per chitarra acustica troviamo dei preamplificatori ottimizzati per l’ambito di utilizzo, un finale di potenza stabile sul livello e il più possibile neutrale dal punto di vista timbrico e un sistema di altoparlanti multivia e/o altoparlanti a banda larga/coassiali. Un’aggiunta interessante per ottenere un suono leggendario sono gli effetti integrati direttamente nell’unità di controllo dell’ampli. In passato il riverbero a molla era lo standard, oggi invece dominano gli effetti digitali: anche negli amplificatori più economici si trovano sezioni Digital FX dal suono convincente.
La domanda “quanto deve essere estesa la sezione effetti?” genera spesso disaccordo. Anche in questo caso è questione di gusti. Generalmente sono sufficienti tre effetti base per affinare il suono di una chitarra acustica, e cioè delay, riverbero e chorus. Perciò la maggior parte degli ampli in commercio si limita proprio a questi tre. Anche la scelta dei parametri modificabili risulta piuttosto essenziale nella maggior parte degli ampli, aspetto che non ha nulla a che vedere con la professionalità. Nel caso degli amplificatori acustici, l’impiego professionale si definisce piuttosto attraverso la qualità dell’elaborazione interna del segnale e la validità e praticità degli effetti integrati. La pura ricerca di effetti spettacolari o una miriade di preset inutili non convinceranno mai un vero fan dell’acustico.
Tuttavia, chi proprio non può fare a meno di funzionalità multieffetto può ricorrere a un loop effetti: la scelta tra le versioni dei loop è quasi tanto vasta quanto quella degli amplificatori. Esiste la versione più semplice che consente il collegamento di un’unità effetti esterna tramite delle prese send and return, lasciando però la regolazione del livello e la gestione della quantità di effetto esclusivamente all’apparecchio collegato. Si tratta di una soluzione del tutto comune, non solo negli amplificatori acustici.
Alcuni modelli dispongono di appositi selettori di livello per adattare il segnale inviato dalla presa send alle esigenze dell’unità effetti esterna collegata. Altri offrono inoltre la possibilità di regolare la quantità di effetto direttamente sull’amplificatore (controllo Mix), spesso anche separatamente per ciascun canale.
Esistono persino amplificatori acustici che mettono a disposizione più loop effetti contemporaneamente. In definitiva, la scelta della variante più adatta dipende esclusivamente dalle proprie esigenze e dall’ambito di utilizzo previsto.