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8. Sintetizzatori software

Una vera e propria svolta innovativa, volta a sviluppare algoritmi insoliti e a migliorare la fruibilità, è rappresentata dalla tendenza, consolidatasi negli ultimi tempi, che vede i sintetizzatori diventare semplici moduli software che non necessitano più di un’interfaccia hardware. Grazie agli enormi vantaggi in termini di prezzo, a parità di qualità sonora e con una maggiore versatilità, queste soluzioni stanno conquistando sempre più sostenitori sia tra i principianti che tra i musicisti professionisti. Aggiungendo a ciò il rapido calo dei prezzi dei computer portatili ad alte prestazioni, non occorre essere dei veggenti per intuire che il futuro dello studio di registrazione starà nelle valigette dei musicisti più esperti.

Che si tratti di sintetizzatori software stand-alone (programmi che funzionano autonomamente) o di plug-in (funzionanti solo con una DAW compatibile), ce n’è proprio per tutti i gusti. Sono inoltre disponibili riproduzioni di noti sintetizzatori hardware in ogni variante ed è persino possibile simulare strumenti storicamente leggendari come i pianoforti Fender Rhodes o l’organo Hammond B3.

Oltre a ciò, anche gli studi più piccoli possono ormai dotarsi di una notevole varietà di sintetizzatori autentici senza dover trasformare il soggiorno, la soffitta o il garage in un magazzino. Il grande vantaggio dei sintetizzatori software è soprattutto il prezzo: non essendo più necessario ricorrere al complicato e delicato hardware, si abbattono i costi di produzione. Tutti i parametri possono essere salvati e ciò rende un determinato suono riproducibile in qualsiasi momento. I sintetizzatori software vengono controllati tramite una tastiera master, un controller pad o delle apposite manopole, rendendo il loro utilizzo tanto pratico quanto quello di un sintetizzatore tradizionale.

I musicisti non sono comunque al riparo dagli inconvenienti: i sintetizzatori software sono spesso legati a una specifica versione del sistema operativo, motivo per cui la loro longevità è inferiore rispetto alla controparte hardware. Il secondo svantaggio è il limitato potenziale live, ma esistono programmi host ormai specializzati appositamente per le performance dal vivo (come ad esempio Kore di Native Instruments o Ableton Live) che riescono a conciliare l’utilizzo dei plug-in per sintetizzatori anche sul palco, in tempo reale.

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