Ho acquistato la ST-Modern Plus HSS SIBL e posso dire senza esitazione che si tratta di uno strumento che supera ampiamente le aspettative. Negli anni ho accumulato chitarre e bassi concentrandomi sulla fascia media tra cui Squier, Epiphone, Cort, Fender Mexico, Sire, dove trovo lo swwet spot per qualità/prezzo, tra cui anche una Harley Benton Fusion II di cui sono soddisfatto in generale, e posso affermare che in questo caso il marchio ha davvero alzato ulteriormente l’asticella.
La prima impressione appena tolta dalla scatola è estremamente positiva. Le finiture sono curate, la verniciatura (o il particolare trattamento che lascia il legno vivo seppure colorato)
è uniforme e l’assemblaggio generale trasmette subito una sensazione di solidità. Il corpo in frassino e il manico in acero roasted offrono un ottimo feeling, mentre la tastiera (con radius compound) rende la suonabilità molto moderna e confortevole sia per accordi che per bending e fraseggi. Anche a livello ergonomico la chitarra risulta ben bilanciata.
Dal punto di vista della componentistica siamo su un livello sorprendentemente alto per questa fascia di prezzo. I pickup Tesla montati di serie offrono una buona versatilità timbrica: il single coil al manico (il mio preferito) e al centro restituiscono suoni puliti definiti e brillanti, mentre l’humbucker al ponte garantisce spinta e presenza sulle sonorità più spinte. La funzione push/pull per il coil split amplia ulteriormente la palette sonora, rendendo lo strumento adatto a molti generi.
Molto apprezzabile anche l’hardware: il tremolo Babicz a due punti è stabile e preciso, le meccaniche staggered mantengono bene l’accordatura e il capotasto in grafite contribuisce a una buona scorrevolezza delle corde. Sono dettagli che normalmente ci si aspetta su strumenti di fascia più alta. In effetti, a mio parere, il livello qualitativo complessivo è tranquillamente paragonabile a chitarre che costano anche il doppio.
Un altro aspetto che mi ha colpito è la qualità dei tasti in acciaio inox: la finitura è pulita, non ho riscontrato spigoli o imperfezioni, e la scorrevolezza sotto le dita è eccellente. Anche il setup di fabbrica era già più che buono: action confortevole e intonazione corretta senza bisogno di interventi significativi se non una personalizzazione dell'action (nel mio caso l'ho alzata un pelo).
Durante le prime settimane di utilizzo non ho rilevato problemi di sorta: nessun difetto elettronico, nessuna instabilità dell’hardware, nessuna imperfezione strutturale.
Avevo visto recensioni dello stesso modello che era venduto fino a qualche mese fa, dove si rilevava qualche problema nelle sellette del ponte (corde spezzate): questo problema non esiste, sicuramente risolto dopo i primi lotti (la nuova serie si riconosce senza dubbio dalle meccaniche staggered dagli abbassacorde rolling). Non ho inoltre trovato scomodo l'appoggio della mano destra sul ponte che, anzi, è molto comodo, senza spigoli. Sicuramente più alto di un Wilkinson o di un Vega Trem (da qui forse la necessità di un adattamento) e certamente più comodo di un Fender.
Se proprio devo individuare un unico margine di miglioramento, riguarda il potenziometro del tono in configurazione push-pull per il coil split. Funziona correttamente, ma a livello ergonomico troverei più pratico un sistema push-push oppure, ancora meglio, un controllo di tono tradizionale affiancato da uno switch dedicato, come avviene nel modello signature Carlos Asensio. Sarebbe una piccola ottimizzazione che renderebbe l’esperienza d’uso ancora più immediata.
In conclusione, un acquisto estremamente azzeccato. Se in passato il brand mi aveva convinto per l’ottimo rapporto qualità/prezzo, con questo modello dimostra di poter competere seriamente con strumenti di fascia superiore. È una chitarra moderna, ben costruita, versatile e pronta all’uso.
Consigliata senza esitazioni a chi cerca uno strumento performante spendendo il giusto — e anche a chi, come me, pensava di conoscere già bene il livello Harley Benton: qui siamo un passo oltre.