E alla fine ci sono cascato. Complice la valanga di commenti entusiastici letti in giro, il prezzo più che onesto e una promessa di installazione alla portata di tutti, ho deciso di provare questi benedetti EMG Geezer Butler PHZ Black.
L’idea iniziale era di montarli sul mio primo basso in assoluto, un vecchio Yamaha BB300 fermo e muto da anni, ma poi ho preferito testarli prima sul mio “precision” da battaglia: un G&L Tribute LB-100, quello che sto usando di più ultimamente. Strumento già valido di suo — a mio parere superiore a molti Squier e Fender di fascia orientale — ma pur sempre equipaggiato con elettronica standard coreana.
Montaggio? Davvero sorprendente. Anche per uno come me, tutt’altro che pratico di elettronica, è stato quasi banale. Schemi chiari, cablaggio intuitivo, zero stress. Unico accorgimento: mi ero già procurato delle spugnette per regolare l’altezza dei pickup, visto che quelle originali del G&L non erano compatibili per via degli spessori diversi.
E veniamo al punto cruciale: il suono.
Qui gli EMG non deludono affatto. Il timbro è chiaro, equilibrato, con una presenza notevole ma mai invadente. I bassi sono pieni e solidi, le medie ben presenti e le alte definite senza risultare taglienti. Il tutto restituisce un suono estremamente leggibile nel mix.
Ottima anche la risposta del tono: progressiva, musicale, finalmente lontana da quell’effetto “on/off” che spesso si riscontra sui pickup passivi.
In definitiva? Upgrade centrato in pieno. Suono migliorato, installazione semplice e rapporto qualità/prezzo davvero difficile da battere. Assolutamente promosso.