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Pianoverse MAX: 600 GB di libreria per un risultato poco ottimizzato
Pianoverse MAX è un VST estremamente pesante e poco ottimizzato rispetto al suo utilizzo reale.
L’installazione completa arriva a circa 600 GB, principalmente a causa dell’elevato numero di layer multi-microfonici e varianti timbriche. Dal punto di vista tecnico questo approccio porta a un consumo di storage eccessivo rispetto ai benefici effettivi nell’uso quotidiano.
Il motore sonoro è orientato più al sound design che alla riproduzione pianistica “neutra”. La risposta dinamica e la coerenza timbrica risultano meno focalizzate rispetto ad altri strumenti più specializzati per il pianoforte classico o da studio.
In ambito mix e produzione cinematica può avere un ruolo creativo, ma come pianoforte principale risulta poco efficiente sia in termini di risorse che di immediatezza operativa.
Nel complesso è un prodotto molto pesante, tecnicamente complesso ma non proporzionato alle esigenze di un utilizzo pianistico tradizionale.
L’installazione completa arriva a circa 600 GB, principalmente a causa dell’elevato numero di layer multi-microfonici e varianti timbriche. Dal punto di vista tecnico questo approccio porta a un consumo di storage eccessivo rispetto ai benefici effettivi nell’uso quotidiano.
Il motore sonoro è orientato più al sound design che alla riproduzione pianistica “neutra”. La risposta dinamica e la coerenza timbrica risultano meno focalizzate rispetto ad altri strumenti più specializzati per il pianoforte classico o da studio.
In ambito mix e produzione cinematica può avere un ruolo creativo, ma come pianoforte principale risulta poco efficiente sia in termini di risorse che di immediatezza operativa.
Nel complesso è un prodotto molto pesante, tecnicamente complesso ma non proporzionato alle esigenze di un utilizzo pianistico tradizionale.
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