Scegliere i pickup per chitarra elettrica può sembrare complicato. Single coil, humbucker, P-90, pickup attivi, magneti Alnico o ceramici, configurazioni SSS, HSS e HH: dietro queste definizioni si nascondono differenze reali, ma non esiste una soluzione migliore in assoluto.
Il pickup è il primo elemento dello strumento e influenza brillantezza, corpo, dinamica, rumore e livello del segnale inviato a pedali e amplificatore. Capirne il funzionamento aiuta quindi sia a scegliere una nuova chitarra sia a valutare una sostituzione consapevole.
Che cos’è un pickup e come funziona?
Un pickup magnetico è un trasduttore formato, nella sua versione più comune, da uno o più magneti e da una bobina composta da migliaia di spire di filo di rame.
Il campo magnetico magnetizza le corde, che devono contenere materiale ferromagnetico. Quando la corda vibra, la variazione del campo induce nella bobina una debole tensione elettrica. Il segnale attraversa volume, tono e selettore, raggiunge l’uscita della chitarra e viene successivamente amplificato.
Forma della bobina, numero di avvolgimenti, magnete, distanza dalle corde ed elettronica determinano la risposta in frequenza. Per questo due pickup simili possono comportarsi in modo molto diverso.
Cosa determina davvero il suono di un pickup per chitarra?
Prima di confrontare i diversi tipi di pickup per chitarra, conviene chiarire alcuni dei parametri che si incontrano più frequentemente nelle schede tecniche.
Alnico o ceramico?
Alnico indica una famiglia di leghe basate su ALluminio, NIckel e CObalto. Le varianti Alnico II, III, IV e V hanno proprietà differenti, ma non rappresentano livelli crescenti di qualità.
In generale, l’Alnico II viene associato a un attacco più morbido, mentre l’Alnico V può offrire maggiore fermezza e brillantezza. I magneti ceramici sono spesso utilizzati nei pickup moderni ad alto output per ottenere attacco e definizione.
Sono solo tendenze: il materiale del magnete non basta a prevedere il suono, perché contano anche struttura e avvolgimento.
Output e resistenza DC
L’output indica, in termini pratici, quanto segnale il pickup invia alla catena. Un pickup più potente può saturare prima l’ingresso di un amplificatore o di un pedale, ma non è automaticamente più definito, migliore o più adatto al metal.
La resistenza DC, espressa in kΩ, viene spesso scambiata per una misurazione diretta dell’output. Non lo è. Indica soprattutto la resistenza opposta dal filo utilizzato e dipende dalla sua lunghezza, dal calibro e persino dalla temperatura.
È utile per confrontare pickup costruiti in modo simile o per verificare se una bobina sia interrotta, ma non basta per stabilire quale modello suonerà più forte.
Pickup per chitarra passivi e attivi
Un pickup passivo genera il proprio segnale senza alimentazione esterna. Un sistema attivo integra invece un circuito alimentato, normalmente da una batteria, che può bufferizzare, amplificare o modellare il segnale.
“Attivo” non significa obbligatoriamente “estremo”. Esistono sistemi progettati per produrre molto output e una risposta compressa, ma anche soluzioni multivoicing capaci di passare da timbriche moderne a suoni più aperti e vicini al comportamento di un pickup passivo.
I sistemi Fishman Fluence, per esempio, utilizzano un circuito alimentato e offrono più voci selezionabili, comprese modalità humbucker moderne, timbriche di impostazione passiva e suoni single coil.
Single coil: brillantezza, dinamica e definizione
Il single coil in stile Fender è il riferimento per chi cerca alte frequenze aperte, attacco rapido e grande separazione tra le note.
È una scelta naturale per clean, funk, country, pop, surf, blues e classic rock, ma può offrire risultati eccellenti anche con overdrive e fuzz.
Il compromesso è il ronzio di rete a 50 o 60 Hz e la maggiore sensibilità alle interferenze elettromagnetiche. In molti set Stratocaster il pickup centrale è reverse wound/reverse polarity: quando viene combinato con quello al ponte o al manico, le posizioni intermedie possono cancellare parte del rumore.
Esistono inoltre pickup noiseless e stacked che impiegano bobine o circuiti aggiuntivi per ridurre il ronzio. Possono essere molto utili dal vivo e con setup ad alto gain, anche se la risposta non coincide sempre perfettamente con quella di un single coil tradizionale.
P-90: il single coil più grosso e aggressivo
Gibson introdusse il P-90 nel 1946. È tecnicamente un single coil, ma la bobina larga e bassa e la struttura magnetica più estesa gli conferiscono un carattere molto differente dai pickup Fender: più medi, maggiore corpo, attacco più deciso e una saturazione particolarmente musicale.
Il P-90 viene spesso descritto come un punto d’incontro tra la brillantezza del single coil e la densità dell’humbucker. Non è una definizione perfetta, ma aiuta a comprenderne il comportamento.
Un P-90 al ponte può passare dal blues al punk e all’hard rock senza problemi Al manico offre un suono denso e avvolgente, utile per jazz, fraseggi cantabili e parti ritmiche corpose.
Rimane però un single coil e quindi non elimina il ronzio di rete. Le diciture Soapbar e Dogear indicano principalmente la forma della cover e il sistema di montaggio, non due principi sonori completamente diversi.
Humbucker vintage e PAF: calore senza ronzio
L’humbucker utilizza due bobine progettate per cancellare gran parte del rumore captato in comune.
Seth Lover sviluppò per Gibson il progetto che sarebbe diventato il celebre Patent Applied For nel 1955. I primi PAF apparvero sulle chitarre Gibson tra la fine del 1956 e il 1957, diventando rapidamente una parte fondamentale dell’identità sonora della Les Paul.
Le due bobine, normalmente collegate in serie, producono un segnale più consistente e una risposta mediamente più scura rispetto a un single coil.
Il classico humbucker di impostazione PAF non è però necessariamente cupo o potentissimo. I migliori esempi vintage-style mantengono aria, dinamica e dettaglio, con medi morbidi, sustain e una compressione naturale moderata.
È una scelta classica per blues rock, rock, hard rock, jazz e assoli cantabili.
Pickup attivi: precisione, costanza e controllo
I pickup attivi integrano un circuito alimentato normalmente da una batteria. Il preamplificatore interno consente di ottenere un segnale a bassa impedenza, stabile e poco sensibile a cavi lunghi e interferenze.
Sono molto diffusi nel metal per precisione, silenziosità e risposta controllata sotto forti distorsioni. I moderni sistemi multivoicing possono però offrire anche risposte più aperte e simulazioni single coil.
Prima di installarli bisogna verificare spazio per la batteria e compatibilità di potenziometri, jack e cablaggio. È inoltre consigliabile scollegare il cavo quando lo strumento non viene utilizzato, perché il jack spesso agisce da interruttore dell’alimentazione.
SSS, HSS, HH o HSH: quale configurazione scegliere?
La sigla descrive l’ordine dei pickup dal ponte al manico: S significa single coil, mentre H indica un humbucker.
SSS: il classico suono Strat
La configurazione tipica della Stratocaster offre cinque combinazioni, grande chiarezza e un’elevata sensibilità al tocco. È indicata per blues, funk, pop, country e rock classico, accettando una maggiore presenza di rumore con molto gain.
HSS: la soluzione più versatile per molti chitarristi
L’humbucker al ponte gestisce riff, distorsioni e assoli con maggiore corpo e meno rumore. I single coil centrale e al manico mantengono invece le sonorità più aperte e dinamiche.
Per chi compra una prima chitarra e vuole esplorare molti generi, HSS è spesso il compromesso più immediato.
HH: dal jazz al metal
Due humbucker offrono corpo, sustain e silenziosità. Un set vintage può coprire jazz, blues e rock; uno moderno o attivo si presta a hard rock e metal. Coil split e collegamenti alternativi possono ampliare ulteriormente la tavolozza sonnora.
HSH: massima flessibilità, con qualche compromesso
Due humbucker e un vero single coil centrale permettono di affrontare molti generi. Bisogna però verificare il bilanciamento dei volumi e considerare che il pickup centrale può essere scomodo per la pennata.
Coil split, coil tap e collegamento in parallelo
Questi termini vengono frequentemente usati come sinonimi, ma descrivono operazioni differenti.
- Il coil split disattiva una delle due bobine di un humbucker. Il suono diventa più brillante e meno potente, ma ritorna anche il rumore tipico del single coil.
- Il coil tap preleva invece il segnale da un punto intermedio dell’avvolgimento. Riduce il numero di spire utilizzate e permette di ottenere due livelli di uscita dallo stesso pickup. Può essere applicato anche a un single coil.
- Il collegamento in parallelo mantiene entrambe le bobine dell’humbucker e la cancellazione del rumore, ma produce un suono meno denso, più brillante e con minore uscita rispetto al tradizionale collegamento in serie.
Wax potting e pickup microfonici
La ceratura, chiamata anche wax potting, serve a stabilizzare bobine e componenti interni. Riempendo gli spazi tra le parti, riduce le vibrazioni che possono trasformarsi in fischi e feedback microfonici ad alto volume.
Un pickup non cerato può essere più sensibile alle vibrazioni meccaniche. Alcuni modelli vintage-style accettano questa caratteristica come parte del proprio comportamento, ma con amplificatori molto potenti e quantità elevate di gain il rischio di feedback incontrollato aumenta.
Come scegliere i pickup per chitarra elettrica
Il metodo più utile consiste nel partire dal problema, non dal marchio o dal nome del proprio chitarrista preferito.
1. Definisci il suono che ti manca
Vuoi più brillantezza, più medi, meno rumore, maggiore dinamica o più spinta? “Migliore” non è un obiettivo tecnico.
2. Considera amplificatore, pedali e accordatura
Un humbucker molto potente può essere perfetto con un rig pulito e meno efficace davanti a un amplificatore già saturo e compresso.
Allo stesso modo, un pickup moderato può sembrare poco aggressivo da solo, ma lasciare maggiore spazio a boost, overdrive, preamplificatori e simulatori digitali.
Con accordature ribassate e corde di grosso calibro può essere utile cercare basse frequenze compatte e un attacco definito, invece di concentrarsi esclusivamente sull’output.
3. Verifica misure e compatibilità
Prima dell’acquisto bisogna controllare formato, profondità dello scasso, spaziatura delle corde, posizione delle viti, numero di conduttori, potenziometri e necessità di una batteria..
Anche la spaziatura dei poli deve essere adeguata al ponte. Alcuni produttori propongono versioni specifiche per ponti tremolo o Floyd Rose, spesso indicate come F-spaced o Trembucker.
4. Regola prima di sostituire
Altezza dei pickup, stato dei potenziometri, schermatura, corde e setup possono cambiare più del previsto.
Un nuovo set non corregge automaticamente una chitarra mal regolata, un potenziometro difettoso, corde troppo vecchie o un suono costruito male a valle.
Quale pickup scegliere?
Prima di acquistare una nuova chitarra o modificare quella che possiedi, ascolta cosa accade realmente quando cambi posizione, altezza e quantità di gain. Successivamente confronta pickup con caratteristiche coerenti con il risultato che stai cercando.
Esplora le diverse configurazioni disponibili, prova più strumenti possibile e utilizza questa guida come riferimento per individuare il pickup capace di valorizzare davvero il tuo modo di suonare.
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